Tradizioni

Artigianato presepiale
E' particolarmente diffuso e radicato nella storia dell’artigianato locale il presepio tradizionale napoletano. Per far sopravvivere una così importante e orgogliosa tradizione pimontese, unitamente al desiderio di recupero di mestieri di un tempo, il Comune di Pimonte ha ideato il Concorso intitolato: “Le strade del Presepe”, che si è realizzato lungo le vie del Borgo Tralia, già naturalmente avvolto da un’atmosfera fiabesca di borgo storico immerso in una rara bellezza paesaggistica. Note, in ambito di questa tradizione di arte sacra, sono anche le produzioni di pastori di carta e di scenografie presepiali.

Presepe Vivente 2008/09
XII Edizione Valle Lavatoio
Franche - Pimonte (Na)
 
Il progetto ha come obiettivo primario quello di rendere una manifestazione che,
negli anni passati si è ritagliata il suo spazio nell'ambito locale, un evento che tende verso palcoscenici più grandi, a livello regionale ed extraregionale.
L'evento è una rievocazione della Notte Santa di Natale, all'interno di un ambiente suggestivo, la cosiddetta Valle Lavatoio. Tale luogo si presta a rappresentazioni sceniche, essendo una vallata percorsa da una serie di sentieri che lambiscono il torrente dove si possono notare segni di una civiltà rurale, oramai in via di estinzione.
La rappresentazione segue una schema consolidato, con la presenza di una serie di capanne lungo i sentieri, dove vengono presentate una serie di scene, in cui vengono coinvolti un centinaio di comparse, derivanti dalla tradizione presepiale napoletana del settecento, alternate a botteghe dove vengono esposti e offerti al pubblico i prodotti artigianali e le specialità enogastronomiche tipiche della zona.
All'interno delle botteghe, vengono effettuate dimostrazioni in tempo reale con gli artigiani locali che mostrano tutta la loro maestria, sia nell'ebanisteria, sia nella lavorazione del ferro, sia nella trasformazione delle materie prime della dieta mediterranea fino alla costruzione di strumenti musicali.
Come sottofondo non possono mancare i canti, i suoni e i balli della musica tradizionale, la Tammurriata dei Monti Lattari,   nota nel mondo grazie alle ricerche e alle pubblicazioni di noti etno-antropologi tra cui citiamo Alan Lomax e tra gli italiani Diego Carpitella e Roberto De Simone.
La natività viene rappresentata all'interno di una grotta naturale, che chiude il percorso che è nello stesso momento, una esperienza estetica, culturale, antropologica, culinaria e, non ultima, spirituale, che appaga tutti i sensi.
 
Obiettivi
 
La manifestazione mira a utilizzare le festività natalizie e prenatalizie come
vetrina per l'area dei monti Lattari, per i suoi prodotti, per i suoi monumenti, per i suoi sentieri, per le sue tradizioni.
Si andrà a coprire un periodo classificato di Bassa Stagione attraverso seminari ed iniziative nel periodo antecedente le festività natalizie, mirando ad un pubblico di viaggiatori che amano andare alla scoperta di percorsi turistici nuovi, poco standardizzati dove si può incontrare una ospitalità genuina, una cucina semplice ma allo stesso tempo ricca di sfumature di sapore, beni culturali poco conosciuti ma di notevole pregio il cui legame con l'ambiente circostante è ancora visibile.
Il Target di riferimento è vario: si va dalle scolaresche all'amante delle tradizioni popolari, agli appassionati di musica folcloristica e al ricercatore di antropologia, alle persone che vogliono evadere dalla metropoli all'appassionato di un turismo sostenibile che lascia il gusto della scoperta al viaggiatore, e che comprende il turismo ambientale, enogastronomico e culturale.
 
Lungo i sentieri della storia
 
I nostri sentieri hanno visto passare santi e briganti, i piedi stanchi di contadine con ceste sul capo e un tamburo sui fianchi e nobili calzature di re, regine, vescovi e principesse con il loro seguito. La nostra terra è stata calpestata da guerrieri assetati di bottini e sangue e monaci che annunciavano la pace e la buona novella. Questa è la nostra terra, dove il paradosso è la normalità, dove il cielo, il mare e la terra non hanno limiti netti ma si fondono con l'uomo, che da secoli ha lasciato i suoi segni su questi monti.
Mulattiere e gradoni in pietra scolpite nelle vallate per collegare i castelli che difendevano il territorio dai pagani, per giungere alle sorgenti ad abbeverarsi, per arrivare a qualche tempio di Diana e, in epoca cristiana, ai luoghi di culto dell'Arcangelo Michele, protettore dell'area.
 
I doni della nostra terra
 
Le nostre terre sono da sempre generose con l'uomo, oltre per la bellezza dei
luoghi, anche per la bontà dei prodotti della terra e del lavoro dell'uomo.
La varietà dei nostri vini doc, dei prodotti derivati dalla trasformazione del
latte, tra cui il famoso fiordilatte e il leggendario provolone del monaco, i salumi, le antiche ricette fatte di prodotti semplici e genuini, assicurano un gusto e un colore unico alle nostre tavole.
 
La stessa varietà, di forme e tinte, la ritroviamo nelle paste trafilate di Gragnano, negli ingredienti che danno ai famosi panuozzi sfumature di gusto o
dipingono come pennellate corpose di colore le nostre pizze, negli alberi di frutto e negli ortaggi.
Oggi il carciofo violetto di Castellammare, gli agrumi della costiera, i pomodorini al piennolo e altri prodotti tipici fanno parte dei presidi di Slow Food per la protezione della biodiversità..
 
Dove il passato vive
 
Riviviamo insieme la storia, l'arte, i cunti, i suoni, i balli, le voci dei Monti Lattari, in un viaggio nel passato, senza spostarci dal presente. Oggi, tra i nostri monti, si trovano tracce antiche che mostrano ancora i segni vitali, figlie di una cultura millenaria che traspare dai nostri campanili, dalle torri difensive, dagli antichi cortili. Una voce accomuna il tutto come una fronn' 'e limone, un canto a distesa che, all'improvviso, lascia spazio al battito vitale del tamburo simile a quello del cuore, nelle antiche feste, nelle fiere cittadine, nei pellegrinaggi.
Qui s'intrecciano riti pagani e cristiani, dove la Madre Terra, la Mater Matuta e la Madonna convivono come sorelle, in rituali arcaici, ricchi di suggestioni e di pathos.
 
Programma
26 dicembre dalle ore 16.30 alle 20.00
Apertura Presepe Vivente, Valle Lavatoio.
27 dicembre dalle ore 16.30 alle 20.00
Rappresentazione Presepe Vivente
28 dicembre dalle ore 16.30 alle 20.00
Rappresentazione Presepe Vivente
1 gennaio 2009 dalle ore 16.30 alle 20.00
Rappresentazione Presepe Vivente
4 gennaio 2009 dalle ore 16.30 alle 20.00
Rappresentazione Presepe Vivente
 
6 gennaio 2009 dalle ore 16.30 alle 20.00
Chiusura Presepe Vivente con arrivo dei Re Magi
 
Indirizzo:
Presepe vivente valle lavatoio ex ss 366 per Agerola Km 7
Pimonte (Na)
Numeri Utili e informazioni
Comune di Pimonte
tel 081/3909904
fax 081/8792336
cell. 338/5645557
www.comune.pimonte.na.it
www.isentierideilattari.eu
 

 

Tammurriata dei Monti Lattari
Roberto De Simone, esperto di musica popolare e Direttore del Conservatorio Statale di Musica "S. Pietro a Maiella" di Napoli pubblicò nel 1979, dopo uno studio attento sul territorio, un lavoro dal titolo “Le tradizioni in Campania”. Una ricerca sulle tradizioni, frutto di un lungo viaggio tra i paesi campani, durante il quale il maestro fece tappa anche fra i Monti Lattari e soprattutto nel territorio di Pimonte. Qui rimase affascinato da un’esecuzione musicale popolare e da un ballo caratteristico locale interessanti: quest’ultimo si diversificava dai balli di altre zone grazie ad un forte legame con il mondo rurale pimontese che andava scomparendo. Nei testi cantati dai cantori del piccolo paese pedemontano, emergevano le fonti popolari da cui derivano alcuni dei brani della canzone napoletana più famosi come “Fenesta ca lucive” e “'E spingule frangese”.

 

Comune di Pimonte
PIAZZA ROMA
Tel. 081.3909928
P.I. 82007910639

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