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I sentieri naturalistici

I sentieri naturalistici di Pimonte

Percorso pedemontano e montano che, partendo dalla Reggia di Quisisana porta da Castellammare fino a Tralia per poi seguire l’antica via che portava alla Residenza Cuomo in località santo Stefano. Da qui si può risalire verso il piccolo borgo di Muriscolo per poi proseguire per la cresta del Monte Pendolo, dove sono visibili le antiche rovine del Convento di Belvedere. In seguito, lo stesso sentiero conduce alla cima del monte fino alla Croce votiva in ferro, posta sul promontorio di pietra calcarea che si affaccia sul golfo di Napoli e sui cantieri stabiesi.

Un po’ più faticoso si presenta il sentiero che porta, attraverso le “tese”, tra ampie vedute, castagni e querce, fin su il monte Faito, dove si erge maestosa la chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo. Durante la tarda sera del 12 giugno (vigilia di S. Antonio) e del 23 giugno (vigilia di S. Giovanni) in numerose frazioni del paese vengono accesi grandissimi fuochi con fascine e rovi secchi, in queste sere, mentre nel buio dei boschi e della campagna sfavillano meravigliose e malinconiche lucciole, le fiamme si alzano maestose verso il cielo a portare preghiere e desideri. Ma il loro significato principale, se un tempo era quello di bruciare i sortilegi magici negativi, oggi è solo un semplice modo per non dimenticare lo splendente passato di un luogo ricco di tradizioni.

Da Pimonte si può raggiungere Castellammare di Stabia tramite un’antica mulattiera che conduce, attraverso castagneti secolari, al palazzo di Quisisana, cascina di caccia di origine sveva per poi diventare la villa residenziale primaverile dei Borboni.

Da segnalare i suggestivi percorsi che partono dalle varie località e giungono a Pino, tra i quali il sentiero di Fondo Zappino che si collega al sentiero del canale che prende il nome dal canale di captazione delle acque di epoca borbonica ancora visibile. I due sentieri portano, dopo lo scavalcamento di una piccola altura, sulla strada per Monte Pino. Da qui, lungo un sentiero che parte alle spalle della Chiesa, si scende a Valle Lavatoio dove parte la mulattiera per il castello di Gragnano.
 

Le frontiere di Amalfi
Il percorso proposto segue le antiche mulattiere che univano i castelli che formavano la linea difensiva della repubblica marinara d’Amalfi. Il sentiero parte dall’interno della storica frazione Franche, legata alla Università di Pino. Si sale per mulattiere fatte con gradoni in pietra seguendo il percorso di una antica via di collegamento del ducato di Amalfi che portava al Castello di Pino e all’annessa Chiesa. Si giunge alla Valle Lavatoio dove le donne del luogo andavano a lavare gli indumenti e dove si fermavano viandanti e pastori. La valle era un importante crocevia di antiche mulattiere che univano il Castrum di Pino, baluardo difensivo della Repubblica Amalfitana, con le Franche. Sempre da lì parte la strada che univa tale località con il Castello di Gragnano.

- Difficoltà: bassa
- Punto di partenza: 462 mt s.l.m.
- Punto d’arrivo: 576 mt. s.l.m.
- Durata: 3 ore
 

 Un belvedere sul Golfo
L’escursione ripercorre i luoghi della tradizione dove le popolazioni locali erano solite ritrovarsi durante le feste pasquali e nelle celebrazioni mariane. Si parte da Monte Coppola, che era e rimane tutt’oggi la porta dei Monti Lattari, si sale lungo l’antica strada che collegava il borgo di Pimonte al Monte Pendolo, luogo d’incontro delle popolazioni nel tradizionale lunedì in Albis. Visiteremo i resti dell’antico Convento di Belvedere di cui si hanno notizie già nel XII sec., circondato da un bellissimo uliveto che si apre sul golfo di Napoli e da qui giungeremo sul Monte Croce, un Belvedere sul Golfo di grande effetto, circondati dalla stupenda catena dei Monti Lattari.

- Difficoltà: bassa
- Punto di partenza: 158 mt s.l.m.
- Punto d’arrivo: 618 mt. s.l.m.
- Durata: 4 ore
 


 

 

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